venerdì, 20 Ottobre 2017
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Storia dei Capitoli

Introduzione

Il Ministro generale dell’Ordine dei frati Minori Conventuali, fra Marco Tasca, con Lettera del 14 luglio 2012, pubblicata dal convento dei Santi Apostoli in Roma, ha indetto e convocato il 200° Capitolo generale dell’Ordine da celebrarsi nel Sacro Convento di Assisi nei giorni 19 gennaio – 18 febbraio 2013.
Secondo le attuali Costituzioni dell’Ordine (n. 156, § 1), il Capitolo generale detiene ed esercita la suprema autorità in tutta la Famiglia religiosa, nomina le autorità e gli uffici generali di governo, interpreta le Costituzioni, emana leggi e decreti e formula statuti particolari, verifica in maniera seria e laboriosa il cammino spirituale fatto in fedeltà alla Regola.
La celebrazione di un Capitolo generale tra i francescani è un momento forte della vita consacrata perché, fondamentalmente, è un’espressione del carisma proprio dei figli di s. Francesco (1181-1226) che desiderano trovarsi insieme per trattare le cose di Dio, per comunicarsi la gioia della fraternità e della vita spirituale.
Frate Tommaso da Celano, che tra il 1228-1229 scrisse la prima biografia di s. Francesco, la Vita Prima, ci racconta che i discepoli del Santo,

ogni volta che in qualche luogo e per strada, come poteva accadere, si incontravano, era una vera esplosione del loro affetto spirituale. […]. Erano felici quando potevano riunirsi, più felici quando stavano insieme; ma era per tutti pesante il vivere separati, amaro il distacco, doloroso il momento dell’addio (cap. XV, nn. 38-39).

Nella Lettera scritta da s. Francesco a tutti i frati del capitolo generale della Pentecoste del 1222 o 1223 il santo Fondatore ricordò come

le sorgenti di una vita spirituale autentica sono l’Eucaristia, il rispetto della Parola di Dio, la conversione, la liturgia dell’Ufficio divino recitato con devozione davanti a Dio e l’osservanza inviolabile della Regola.

Vediamo ora come queste finalità, proprie di ogni Capitolo generale francescano, si sono concretizzate nel concreto cammino storico dell’Ordine attraverso i secoli.

 

1212-1418

Il primo grande incontro fraterno e di scambio di esperienze, fu celebrato nel 1212, probabilmente attorno al 13 maggio, Pentecoste. Da allora, vivente s. Francesco, fino al 1216 i capitoli si celebrarono due volte l’anno (a Pentecoste e per la festa di s. Michele, in settembre) ad Assisi, come attesta la tardo duecentesca Leggenda dei Tre Compagni (cap. XIV, n. 57). Poi, dal 1217, soltanto una volta l’anno, a Pentecoste, sempre ad Assisi. La Regola non Bollata del 1221, precisa nel cap. XVIII:

Tutti i ministri che sono nelle regioni d’oltremare e oltr’alpe una volta ogni tre anni, e gli altri una volta all’anno, si radunino a Capitolo generale nella festa di Pentecoste, presso la chiesa di Santa Maria della Porziuncola, se dal ministro e servo di tutta la fraternità non sarà ordinato diversamente”.

Proprio nel 1221, l’anno della Regola non Bollata, s. Francesco celebrò il notissimo Capitolo dei “cinquemila frati” che avevano come riparo soltanto dei tessuti di giunchi, o stuoie. Di questo Capitolo, detto “delle stuoie”, i Fioretti (n. XVIII) danno un quadro grandioso e memorabile.
Due anni più tardi, la Regola Bollata di papa Onorio III stabilì una norma, inizialmente ancora un po’ fluida perché lasciata alla discrezione del Generale, che fu questa: il Capitolo generale si terrà ogni tre anni, a Pentecoste, e non necessariamente ad Assisi:

L’elezione [del Ministro generale] sia fatta dai ministri provinciali e dai custodi nel capitolo di Pentecoste, al quale i Ministri provinciali siano tenuti sempre ad intervenire dovunque sarà stabilito dal Ministro generale; e questo una volta ogni tre anni o entro un termine maggiore o minore, così come dal predetto ministro sarà ordinato” (cap. VIII).

La nuova norma fu applicata a partire dal Capitolo generale del 1224. Ormai l’Ordine aveva raggiunto una grande consistenza in Europa, e si avvertiva un’esigenza organizzativa che evolvesse il desiderio dell’incontro tra fratelli in una convocazione di assemblee più formali e più sistematiche. Dal 1221 era vicario generale di s. Francesco nel governo dell’Ordine l’instancabile organizzatore frate Elia da Assisi.
Abbiamo detto che la norma, all’inizio, rimase ancora un po’ fluida. Infatti, si ebbero Capitoli generali nel 1230, 1232, 1233 e poi nel 1239, 1240, 1242, 1244, non rispettando la scadenza triennale.

E’ ora necessario ricordare alcuni importanti avvenimenti per la vita e l’organizzazione dell’Ordine accaduti in questi primi capitoli.
Nel 1217 (14 maggio, Pentecoste), in quello che si potrebbe considerare il primo vero “Capitolo generale” in senso giuridico e non soltanto “spirituale” e “fraterno”, furono decisi i primi invii di frati missionari oltre le Alpi e nelle terre dei “Saraceni” (Tunisi, Siria, Marocco). L’Ordine fu suddiviso in 12 circoscrizioni o “province”, con a capo il “ministro provinciale”, che, a sua volta, convocava i “capitoli provinciali”.
Nel Capitolo del 1224 fu eretta la Provincia d’Inghilterra con l’invio dei primi nove frati, e in quello del 1230, celebrato nel Sacro Convento di Assisi, col generale fra Elia, il venerato corpo di s. Francesco fu traslato il 25 maggio dalla chiesa di s. Giorgio, dove era provvisoriamente sepolto, nel sepolcro nuovo scavato nella roccia del “colle del Paradiso” dove era sorta la grandiosa basilica in suo onore, la cui prima pietra era stata posta da papa Gregorio IX il 17 luglio 1228, l’indomani della canonizzazione di Francesco.
Importante fu anche il Capitolo del 1239, a Roma, perché furono promulgate le prime Costituzioni dell’Ordine (dette “Antiquae”). In esse fu stabilito che senza più alcuna eccezione il Capitolo generale doveva essere celebrato a scadenza triennale.
Di questo secolo vanno ricordati ancora tre Capitoli generali. Quello di Narbona del 1260, che promulgò le famose Costituzioni Narbonesi, composte dal Ministro generale s. Bonaventura; quello di Pisa del 1263, che approvò la nuova Vita di s. Francesco scritta da s. Bonaventura (la Leggenda Maggiore), e quello di Parigi del 1266 che, purtroppo, ordinò la sistematica distruzione di tutte le precedenti Vite o Legende di s. Francesco, comprese quelle del Celano, per lasciare spazio soltanto alla biografia “ufficiale” bonaventuriana.
Fu il Capitolo della “legendoclastia”. Un manoscritto della Vita Prima del Celano, sfuggito alla distruzione, fu ritrovato dai padri Bollandisti soltanto nel 1768, ed un altro della Vita Seconda fu ritrovato e pubblicato dal p. Stefano Rinaldi, Minore Conventuale, soltanto nel 1806.
Ci siamo prolungati alquanto sui Capitoli generali del sec. XIII perché furono i capitoli “fondanti” l’Ordine e la sua organizzazione.
Dei secoli XIV- XV diremo che, perdurando lo scisma papale di Occidente (1378-1417), anche l’Ordine francescano ne ebbe dolorosamente a risentire. Come nella Chiesa ci furono gli “antipapi” di Avignone e di Pisa, così anche tra i francescani ci furono gli “antigenerali”.
Tra il 1379 e il 1414 l’Ordine francescano conventuale celebrò 13 capitoli generali legittimi (capitoli 65°-77°), eleggendo i rispettivi Ministri generali che restarono obbedienti al Papa vescovo di Roma. Ma vasti gruppi di frati francesi si schierarono con l’antipapa di Avignone, celebrando altri 14 “capitoli generali” tra il 1379 a Napoli e il 1416 a Saragozza, eleggendo i rispettivi anti-generali.
Ci furono poi gli antipapi “pisani” e, come ricaduta, altri due “capitoli generali” a Roma (1411) e a Losanna (1414), che prestarono obbedienza all’antipapa pisano Giovanni XXIII.
L’unità fu ricomposta con la fine dello scisma d’Occidente e l’obbedienza prestata a papa Martino V di Roma dal Capitolo generale legittimo (il 78°) celebrato a Mantova nel 1418. Da notare che, come segno di pacificazione degli animi, il Capitolo legittimo di Mantova elesse Generale fra Antonio Vinitti, che era stato Generale “pisano” in buona fede.

 

1479-1789

Del secolo XV ricordiamo ancora il Capitolo generale 100°, celebrato nel 1479 a Roma nel nuovissimo convento dei Santi Apostoli e presieduto dallo stesso papa Sisto IV, Minore Conventuale. In quell’anno veniva consacrata la vocazione “universale” del convento dei Santi Apostoli, battezzato come sede della Curia generale dell’Ordine, titolo ed ufficio che conserva anche oggi.
Il convento dei Santi Apostoli ritorna alla ribalta il sabato 30 maggio 1517, vigilia di Pentecoste, quando i Minori Conventuali, ormai separati giuridicamente dalla riforma degli Osservanti (che con la bolla Ite vos firmata il giorno prima da papa Leone X avevano ottenuto la piena autonomia e il diritto di eleggere un Ministro generale proprio), si riunirono nel 113° loro Capitolo generale per procedere all’elezione del loro proprio Ministro generale (fra Antonio Marcello de Petris da Cherso) che, secondo le disposizioni della bolla avrebbe dovuto assumere il titolo di “Maestro generale”. Da questa data i francescani Conventuali e i francescani Osservanti avrebbero celebrato i loro capitoli generali ciascuno nelle proprie case, autonomamente.
Notiamo ancora l’importanza assunta dal convento dei Santi Apostoli, quasi in gara col Sacro Convento di Assisi. In esso, tra il 1479 e il 1960, si celebrarono ben 45 capitoli generali, e tra i più importanti dell’epoca moderna.
Alcuni furono presieduti dai Papi: 
Sisto IV (100° capitolo, 1479); 
Benedetto XIII (157° capitolo, 1725); 
Benedetto XIV (capitoli 159°, 160°, 161°, 1741, 1747, 1753); 
Clemente XIII (capitoli 162°, 163°, 1759, 1765); 
Clemente XIV (164° capitolo, 1771).
Proprio ai Santi Apostoli fu celebrato anche il 142° capitolo generale per la Pentecoste del 1617, quando fu decretato che da allora i capitoli generali si dovessero celebrare con una scadenza sessennale e non più triennale, regola osservata ancor oggi. Era stato eletto Generale fra Giacomo Montanari da Bagnacavallo. A partire da questo Capitolo iniziarono anche i lavori per la compilazione delle celebri e nuove Costituzioni dell’Ordine, dette “Costituzioni Urbane” perché approvate da papa Urbano VIII nel 1628, che rimasero sostanzialmente in vigore, eccetto alcuni aggiornamenti ed abbreviazioni, fino alle nuove Costituzioni approvate dal capitolo generale 181° celebrato in Assisi nel 1930, conformate al Codice di Diritto Canonico del 1917.
Ancora ai Santi Apostoli fu celebrato il 164° capitolo del 1771 che, col Generale fra Luigi Maria Marzoni, decretò l’unificazione degli Osservanti di Francia con l’Ordine dei Conventuali. Questi ultimi raggiunsero allora il massimo dello splendore con circa 25.000 frati.
Dà un senso di tristezza ricordare come, sempre ai Santi Apostoli, fu celebrato nel 1789 l’ultimo Capitolo generale (il 167°) dell’ancien régime (Generale eletto fra Giuseppe Maria Medici da Gubbio). Poi furono gli orrori della Rivoluzione francese e le rovine delle soppressioni napoleoniche: per ben 35 anni non si poterono indire né celebrare capitoli generali.

 

1824-2013

L’anno 1824 fu quello della “risurrezione” col 168° Capitolo generale celebrato ad Assisi il 5 ottobre. La sera prima la preziosa reliquia del corpo di s. Francesco era stata ricollocata nel sepolcro di roccia sotto la basilica inferiore dove era stata ritrovata, con giubilo dell’Ordine e di tutta la Chiesa, il 12 dicembre 1818 dopo 52 notti di duro lavoro di scavo nel vivo scoglio. Era stata appena inaugurata la nuova cripta sotterranea dell’architetto Giuseppe Brizi.
La caduta dello Stato pontificio e l’occupazione di Roma da parte delle truppe italiane (20 settembre 1870), con la successiva soppressione degli Ordini religiosi, impedì nuovamente, per altri 25 anni, la celebrazione dei capitoli generali. Ancora una volta l’ultimo capitolo celebrato nella Roma “papalina” era stato ai Santi Apostoli nel 1866 (175° capitolo). Poi si dovette attendere il 1891, 176° capitolo, celebrato nel piccolo convento-collegio di S. Nicola da Tolentino. Quella casa religiosa, modesta rispetto alla maestà di un Sacro Convento o dei Santi Apostoli, bastava a contenere i capitolari. L’Ordine dei francescani Conventuali, dopo tutte le disavventure, persecuzioni e soppressioni, si era ridotto al lumicino: appena 1481 frati nel 1889, contro i 6500 Osservanti e i 7600 Cappuccini delle altre famiglie francescane.
Ancora 13 anni senza capitoli, per arrivare al 1904 (177° capitolo). Fu l’ultimo periodo di stasi, poiché la ripresa e lo sviluppo dell’Ordine non tardarono dopo la fondazione di molti collegi di formazione di giovani vocazioni nelle varie Province (dal 1919), le celebrazioni del VII centenario della morte di s. Francesco (1926), il ritorno dei religiosi in antiche regioni perdute (Spagna, 1905; Inghilterra, 1907; Siria, 1911; Francia e America Latina, 1947); l’apertura delle missioni in Cina nel 1924, in Zambia nel 1930, in Indonesia nel 1937, in Albania nel 1940, le attività di s. Massimiliano Kolbe a Niepokalanow o Città dell’Immacolata in Polonia e la sua missione in Giappone nel 1930. Con la grazia divina, si assistette ad una vera rinascita moderna, triplicando anche il numero dei religiosi e permettendo, di nuovo, la celebrazione regolare dei capitoli generali.
Tra i più recenti, ricordiamo il capitolo dell’anno 1984, che poté raccogliere i frutti di quindici anni di intenso lavoro per la composizione delle nuove Costituzioni dell’Ordine aggiornate secondo i dettami e lo spirito del Concilio Ecumenico Vaticano II, e le norme del nuovo Codice di Diritto Canonico, promulgato da papa Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983.
Questo breve ed essenziale ricordo storico dei capitoli generali lungo i secoli francescani ci permette di ascoltare con più consapevolezza le parole del Ministro generale attuale che ha convocato il 200° capitolo:

Fratelli carissimi, secondo il pensiero del padre san Francesco, nel Capitolo i frati in primo luogo devono “trattare le cose che riguardano Dio” (Rnb 18,1: FF 50): il Capitolo è momento intenso di preghiera e di fede, in cui l’Ordine intende rimettere al centro della sua vita e delle sue scelte il primato di Dio. Il Capitolo, poi, è tempo di incontro fraterno, di scambio di esperienze, di arricchimento vicendevole: la presenza di tanti frati di culture differenti provenienti dalle varie parti del mondo accresce il senso di famiglia, e nello stesso tempo dimostra come lo stesso carisma possa essere vissuto in forme diverse. È tempo, ancora, di verifica seria e laboriosa, attraverso la quale l’Ordine si interroga sulla sua fedeltà al carisma di san Francesco e ricerca come essere fedele e significativo nel nostro tempo e nella nostra società. E, infine, il Capitolo ha il compito di progettare il cammino dell’Ordine nei prossimi sei anni, scegliendo il governo e approntando le linee operative”.

Queste finalità, proprie di ogni Capitolo generale, diventano ancora più stimolanti per il fatto che il prossimo Capitolo cade all’interno del cammino celebrativo dell’VIII centenario delle origini del francescanesimo: l’Ordine intero, attraverso il Capitolo, si sente chiamato alla conversione e a ritrovare lo slancio e la vitalità delle sue origini.

Fra Liberale Gatti

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